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Roberto Sibilia Fondatore e Sr Consultant di ME-TODO®
I 4 tipi di passaggio generazionale e cosa fare quando mancano eredi.
WBO uno strumento utile ed efficace quando l'imprenditore è senza eredi.
07.12.2021 Articolo di Roberto Sibilia - Fondatore e Sr Consultant di ME-ToDo Network®
Passaggio generazionale, le 4 tipologie.
Un passaggio generazionale dura mediamente 3 anni e mezzo. Coinvolge 3,5 membri familiari e di 1,5 consulenti. Questo è quanto emerge dallo studio condotto dall’Università Cattolica di Milano (CERIF – Centro Ricerca Imprese di Famiglia anno 2016-2017). Il campione di ricerca ha visto coinvolte alcune decine di PMI con fatturato compreso tra i 15 e i 150 milioni di euro che hanno affrontato e gestito il passaggio generazionale. Il 71% circa dei passaggi generazionali sono stati completati, il 12% ha avuto esito negativo mentre il 17% circa sono ancora in atto.
Sono 4 le tipologie del passaggio generazionale.
Dinamico – stimolato da elementi di discontinuità interni (ed esterni) messi in atto dal successore, ma pianificati nel processo di transizione realizzato per tempo e con efficacia.
Improvviso – dovuto alla scomparsa improvvisa del fondatore/padrone;
Ritiro – quando il fondatore/padrone passa il testimone al successore ritirandosi totalmente dall’attività.
Lascia e riprendi – un continuo tira molla tra fondatore/padrone e potenziale erede accompagnato da parziali responsabilità, deleghe incomplete e ridotte autonomie con tempi indefiniti e molto lunghi.
Dalla statistica CERIF emerge che il passaggio è ottimale quando avviene nella tipologia “dinamico”. I casi di insuccesso si sono verificati nelle aziende che hanno avuto un passaggio di tipo “improvviso” o “lascia e riprendi”. A seconda di come il passaggio generazionale viene affrontato avremo, quindi, più o meno possibilità di successo nel cambio di leadership.
La continuità dopo la successione, ecco la vera criticità.
I dati di Infocamere sono impietosi. Delle aziende famigliari che hanno tentato il passaggio generazionale soltanto il 31% sono riuscite a passare alla seconda generazione, il 15% alla terza, ma troppo spesso con gravi ripercussioni. La continuità della successione è quindi uno dei problemi più delicati e cruciali dell’azienda familiare. Questo anche perché spesso il fondatore rinvia la soluzione del problema, data la sua oggettiva difficoltà, oppure prova a fare tutto da solo. Garantire la competitività dell’impresa nella continuità della successione impone di pianificare per tempo e in modo strategico il passaggio di consegne. L’imprenditore e il successore devono valutare con attenzione i principali rischi e le potenziali opportunità. Il momento della successione può rappresentare un momento di crisi e di rischio, ma è soprattutto una opportunità. È un momento nel quale valutare:
i fabbisogni e le prospettive di evoluzione dell’impresa;
una maggiore professionalizzazione della “famiglia”, o del piccolo gruppo che ha tradizionalmente gestito l’azienda, o una trasformazione manageriale dell’impresa;
l’introduzione di nuove competenze di cui i nuovi membri possono essere portatori.
Passaggio generazionale, governare il processo.
Quindi il cambio generazionale deve essere letto come evoluzione positiva dell’impresa e della sua cultura, è il rapporto tra tradizione e innovazione. La successione rappresenta un momento fondamentale per mettere a fuoco e affrontare in maniera critica i cambiamenti. Dover affrontare problematiche relative al coordinamento, all’integrazione, alla stabilità e alla motivazione di lavoratori, nonché a ripensare tutta l’impostazione progettuale del lavoro implica un notevole sforzo. Se il processo non è ben governato, l’imprenditore potrebbe a torto, o a ragione, ritenere insostituibile la sua leadership. Emergerebbero quindi difficoltà connesse alla sensazione di perdita di controllo della situazione da parte dell’imprenditore che mostrerà:
resistenza a riconoscere le competenze dei collaboratori;
difficoltà a delegare;
incapacità nell’identificare le modalità adeguate di un “passaggio delle consegne”.
Passaggio generazionale senza eredi, come garantire la continuità aziendale.
I Workers Buy Out - WBO - costituiscono un vero e proprio strumento di politica industriale. Ampliando il loro utilizzo al di fuori dalle situazioni tipiche di crisi, i WBO sono uno strumento utile ed efficace a garantire continuità all'azienda senza eredi, salvando così competenze e pezzi importanti dell'economia del nostro paese.
A tal proposito è molto significativa l’indicazione dei WBO come strumento di soluzione per la gestione anche del ricambio generazionale contenuta nella legge Finanziaria 2021.
Favorire e sostenere le politiche del lavoro per aiutare gli imprenditori e il capitale umano, la consulenza di ME-ToDo Network® aiuta.
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